Unicorni, draghi e treni in orario

Rubando il titolo ad una pagina di Facebook, vorrei tentare di riassumere l’odissea vissuta oggi pomeriggio da me e un’altra ammucchiata di gente sul treno di Trenord che va da Parma a Brescia partendo alle 18.22.

Già girano le palle perché c’è un solo vagone ma comunque, almeno, ha l’aria condizionata.

Dopo qualche tempo che sono sul treno controllo l’orologio e mi accorgo che le 18.22 sono passate da un po’. Vedo che nessuno si muove e allora chiedo come mai siamo fermi.

Poco tempo ed ecco che mi rispondono direttamente loro. chiedendomi a quale treno mi riferivo. Dopo di che, ecco la seconda risposta. 

Nel novero delle giustificazioni per ritardi e cancellazioni, questa non l’avevo ancora sentita, sinceramente. In effetti il treno parte dalla stazione puntualmente con un’ora di ritardo.

Subito, però, si capisce che qualcosa non va. Il treno va a rilento, ci mette almeno il doppio del tempo prima di arrivare alla prima fermata di San Polo e subito dopo riparte sempre con rumori poco rassicuranti e al rallentatore.

Questo non bastava perché, ripartiti da Colorno (ci siamo arrivati dopo una fermata in mezzo al nulla), ecco che il treno inchioda dopo 10 secondi, in mezzo al ponticello in ferro…

Fermata sul ponte

Fermata sul ponte

Panorama carino ma insomma… Il Capotreno schizza fuori dalla cabina di pilotaggio, spegne tutto lo spegnibile (compresa l’aria condizionata che ci teneva per lo meno in vita) e lascia borbottare il treno per una ventina di minuti prima di ripartire.

Per poco, però, perché appena prima di un passaggio a livello inchioda, si alza la sbarra, e si rimane fermi lì per una vita. Qualcuno si fa aprire le porte per scendere e chiamare qualcuno che li venga a prendere. Alla fine arrivano i Carabinieri a fermare il traffico (5 auto in 1 ora, di cui 2 della gente che aveva chiamato) e a far passare il convoglio.

E così sono arrivate le 20.48. Da lì ripartirà, lentamente arriverà a Mezzani e poi, finalmente, a Casalmaggiore. Ore 21.13.

3 ore di viaggio per una tratta da 24 minuti circa. Una cosa da denuncia. Il Capotreno in ritardo ci può anche stare (magari andava informata la gente, magari si deve mettere del personale di riserva) ma chi decide di far partire i treni sapendo che hanno problemi grossi al motore è da mettere in piazza a prendere calci in culo finché fa 10 giri.

La Brescia-Parma è una tratta che, se gestita come si deve, porterebbe tantissimi viaggiatori che lascerebbero perdere l’auto e invece sembra venga gestita proprio con l’intento opposto, quello di farti disamorare del treno.

A chi serve rovinare così una tratta ferroviaria?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *